sabato 25 febbraio 2017

SENZA TEMPO by MARIA CLOTILDE CUNDARI

SENZA TEMPO - MARIA CLOTILDE CUNDARI

Persa nei miei pensieri
lascio che il tempo passi
intrecciando trame
di storie impossibili
che avrei voluto vivere.
Il freddo nelle mani,
come sensazione di neve
che si scioglie tra le dita,
sembra accompagnare
i brividi di inutili illusioni.
Cerco qualcosa che sento,
come quando si avverte
l’arrivo di qualcuno,
ma non ho riscontro
nella mente e nell’anima
di alcuna presenza.
Piuttosto di una malinconia,
che si impadronisce
di quei pensieri vani
che fermano il tempo
in un’apnea dolorosa,
in cui si fissano immagini
di scaduti e lontani ricordi
che sbiadiscono ancor più
la luce della memoria.
Persa nei miei pensieri,
non vivo neanche nel passato.
Maria Clotilde Cundari

Come facevamo quando i cellulari non esistevano?

Ringrazio la redazione di SpazioConsumatori.tv http://www.spazioconsumatori.tv/ per la pubblicazione.
Pier Carlo Lava
Alessandria: I cellulari esistono da tempo e ormai ne siamo talmente coinvolti al punto che per molti sono sono diventati come una protesi del proprio corpo, ma forse proprio questo è un motivo per il quale vale la pena di porsi una domanda, “Come facevamo quando i cellulari non esistevano?” Una domanda che a volte mi pongo e alla quale rispondo ricordando un fatto che mi è successo molto tempo fa, correva l’anno 1980, all’epoca operavo come Sales Manager per la società Gazzoni di Bologna.
Nel periodo in questione i cellulari non esistevano ancora, un venerdì sera come al solito lasciavo l’ufficio per ritornare a casa dopo una lunga settimana in trasferta.

Alle 18 del pomeriggio nel mese di novembre in un gelido inverno con una nebbia fittissima (quelle di oggi ne sono solo un pallido ricordo) entravo in autostrada a Borgo Panigale e dopo qualche chilometro mi trovavo quasi improvvisamente davanti una colonna di auto ferme, ma fortunatamente procedevo a velocità ridotta e quindi riuscivo a frenare e mettermi in coda.

Ricordo che dietro di me era arrivata un autoambulanza che stava rientrando dalla zona del terremoto dell’Irpinia, un evento sismico di circa 6,9 Richter e del X grado della scala Mercalli, che il 23 novembre 1980 alle 19.34 aveva colpito la Campania e la Basilicata, provocando circa 280.000 sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti.

venerdì 24 febbraio 2017

Nessuno ripara le strade, consumi di asfalto a picco

Consumi di asfalto a picco nel 2016. L’utilizzo del conglomerato bituminoso in Italia è sceso nuovamente al minimo storico, i lavori stradali sono “al palo” e per riportare in sicurezza le nostre strade occorrerebbe un piano straordinario da 40 miliardi di euro. Sono questi in estrema sintesi i dati emersi dall’analisi del Siteb, l’Associazione dei costruttori e manutentori delle strade nel corso del convegno apertura di Asphaltica,  salone europeo dedicato al comparto, in svolgimento a Verona.Allarmanti i dati relativi al 2016 riportati nell’analisi del Siteb (produzione di asfalto ferma a 22,371 mln di tonnellate di asfalto, -3,2% rispetto al 2015) che mettono in luce la battuta di arresto in materia di attività di realizzazione e manutenzione delle strade dopo il dato positivo del 2015 (+3,7% rispetto al 2014), il primo dopo 9 anni di calo ininterrotto. Un segnale quest’ultimo che secondo l’analisi la crescita di due anni fa era dovuta non a un’effettiva ripresa della manutenzione del nostro patrimonio stradale, ma era essenzialmente trainata da alcuni grandi lavori eccezionali e dall’esecuzione di alcune grandi opere autostradali nel Nord Italia. Continua a leggere…..

Leicester, Ranieri "tradito" dai giocatori. Ma tutto il calcio è con lui

Tutti i commentatori reagiscono con incredulità e sdegno alla decisione del club di esonerare l'allenatore italiano che ha dato alle Foxes il titolo di Premier nella passata stagione con una delle più grandi imprese sportive di tutti i tempi. Mourinho: "Questo è il nuovo calcio Claudio. Continua a sorridere, amico. Nessuno può cancellare la storia che hai scritto"
LONDRA - Come si dice nel gergo del calcio, Claudio Ranieri aveva perso lo spogliatoio. I cambiamenti di formazione e tattica, nel tentativo di fermare il declino che ha portato il Leicester a un punto dalla zona retrocessione, gli avevano fatto perdere la fiducia dei giocatori,  scrivono i giornali inglesi. Sembra sia stato decisivo un faccia a faccia con i senatori della squadra dopo la sconfitta di Siviglia, che avrebbero fatto capire al tecnico che il rapporto era ormai finito.  Ma non è una giustificazione. Tutti i commentatori reagiscono con incredulità e sdegno alla decisione del club di esonerare l'allenatore italiano che ha dato alle Foxes il titolo di Premier nella passata stagione con una delle più grandi imprese sportive di tutti i tempi."Campione d'Inghilterra e allenatore dell'anno per la Fifa, licenziato" twitta fra gli altri Josè Mourinho, che pure con Ranieri non aveva sempre avuto buoni rapporti. "Questo è il nuovo calcio Claudio. Continua a sorridere, amico. Nessuno può cancellare la storia che hai scritto". Continua a leggere……

M5S, Roberta Lombardi, CASO ALITALIA - puntiamo ad una gestione manageriale accorta senza tagliare posti di lavoro

M5S, Roberta Lombardi, CASO ALITALIA - puntiamo ad una gestione manageriale accorta senza tagliare posti di lavoro 
Punto e a capo. Siamo un’altra volta punto a capo. E ad ogni nuovo stop e ripartenza a rimetterci siamo sempre tutti noi, nessuno escluso.
Caso Alitalia, febbraio 2017. Dopo continue ricapitalizzazioni e cambi di assetti societari, fallimenti annunciati, restyling e soprattutto i quasi 10 miliardi di soldi pubblici elargiti direttamente ed indirettamente alla ormai ex compagnia di bandiera, ecco che dalle banche arriva l’ennesima ideona: sono pronte a riversare nuovi soldi nell’impresa a patto di tagliare il costo del lavoro. Le retribuzioni del personale, dicono, devono essere equiparate a quelle delle compagnie low cost. Strano! Perché il costo della componente lavoro in Alitalia è già in linea con quelle dei vettori low- cost e comunque più basso tra le grandi compagnie europee. Eppure l’azienda vuole tagliare, tagliare, tagliare! E da subito! Già dal primo marzo vuole far scattare la riduzione del 20 per cento in busta paga, bloccare gli scatti d’anzianità che da annuali dovranno diventare quinquennali e ridurre le giornate di riposo. Altro che difesa dei privilegi del personale Alitalia, come se i dipendenti stessero scioperando per viaggiare gratis come la stampa di regime ogni giorno ci propina! Eppure questo è il messaggio passato.

" Splendidi cavalli utilizzati per gli attacchi dei carri da getto"

 Gentili signore e signori,
è cosa nota che il Carnevale di Ivrea (TO) sia protagonista in città per un paio di mesi. Quest’anno, dal 6 Gennaio al 1 Marzo si susseguono iniziative facenti parte di una tradizione consolidata che entusiasma e impegna la cittadinanza. http://www.storicocarnevaleivrea.it/programma-2017/ Finché a lavorare per un evento sono gli esseri umani, per quanto l’evento sia discutibile, lo si può ammettere. Il problema di questo Carnevale è che proprio non vuole abbandonare l’uso di sfruttare i cavalli http://www.storicocarnevaleivrea.it/la-manifestazione/glossario/glossario-c/cavallanti/ “Ivrea e cavalli è un binomio così antico che lo stesso nome latino della città, Eporedia, pare derivare da Ypporegia, composto dal greco ippos (cavallo) e dal gallico reda (Carro), quindi stazione di carri equestri. Se antico è il rapporto tra la città ed i cavalli, come è testimoniato anche dalla fiera equestre estiva di S. Savino, quello tra cavalli e cavallanti è ancora più profondo e complesso e particolarmente radicato sul territorio. Il cavallante non è solo un allevatore appassionato ed un abile conduttore di attacchi a due o a quattro cavalli. Egli appartiene ad un mondo unico, tutto da scoprire, ricco di segreti tramandati da generazioni e testimoniati anche dai raffinati finimenti e dall’incedere elegante degli splendidi cavalli utilizzati per gli attacchi dei carri da getto.”
Non è necessario essere particolarmente sensibili ai diritti animali per accorgersi che la presenza dei cavalli nella battaglia delle arance sia inopportuna ma purtroppo resiste in nome di quella tradizione sempre più difficile da accettare che vede gli animali sfruttati incessantemente in queste feste di durata secolare senza curarsi dei loro diritti e della loro dignità.

Mediaset-Vivendi, Bollorè indagato per aggiotaggio dalla procura di Milano dopo l’esposto di Fininvest

Secondo la cassaforte della famiglia Berlusconi, il gruppo del finanziere bretone prima di iniziare la scalata ha creato "le condizioni" per far scendere il valore del titolo venendo meno all'accordo di aprile sull'acquisto di Mediaset Premium con contestuale scambio azionario. Sullo sfondo l'istruttoria dell'Agcom e le mosse del governo Gentiloni, che si attrezza per contrastare eventuali scalate ostili su aziende di "settori strategici"
Indagato per aggiotaggio per avere rastrellato quasi il 29% delle azioni Mediaset dopo averne fatto scendere il valore. È l’accusa avanzata dalla procura di Milano nei confronti del finanziere bretone Vincent Bollorè, primo azionista del gruppo Vivendi che a sua volta controlla Telecom ed è socio forte di Mediobanca. Ne danno notizia alcuni quotidiani, ricordando che l’iniziativa investigativa deriva da un esposto presentato in procura – ma anche alla Consob e all’Agcom – dalla Fininvest che detiene il 40% di Mediaset. Al centro dell’indagine c’è appunto la tentata scalata, che ha preso l’avvio dopo che, a luglio, Vivendi ha disatteso l’accordo per l’acquisto di Mediaset Premium (con contestuale scambio azionario del 3,5%) pattuito in aprile con il Biscione. Cosa che ha fatto perdere terreno in Borsa ai titoli della tv di Cologno Monzese. Continua a leggere…….

Futuro Juve: più Bonucci che Allegri. Il Cholo fra Sousa e Spalletti

Più probabile che parta il tecnico, rispetto al difensore. Per Allegri opzioni Arsenal, Psg e Atletico. I bianconeri tengono sotto osservazione anche Jardim e Di Francesco
E adesso? Matteo dalla Vite e Fabiana Della Valle nel giornale in edicola oggi provano a ipotizzare che cosa succederà nel futuro bianconero .Uno fra Allegri e Bonucci, più facilmente il primo, potrebbe lasciare la Juve a fine stagione. Scenari già ampiamente descritti e forse inevitabili, perché evidentemente tutta la situazione è solo congelata e vivrà di altri (sani) confronti forse già dopo il ritorno di Champions. Per quel che riguarda il tecnico di Livorno le voci portano a Wenger e al suo Arsenal: così come il tecnico francese sembra al capolinea della lunghissima avventura londinese, ecco che cresce conseguentemente il nome di Max nella lista dei papabili sostituti per i Gunners. Per Allegri si è parlato anche di Psg, però l'exploit di Emery in Champions potrebbe avergli incollato la panchina. L'altra opzione è l'Atletico Madrid, ma anche in questo caso bisognerà vedere che ne sarà di Diego Pablo Simeone, uno che comunque è in cima alla lista per l'eventuale sostituzione di Allegri stesso. Si è parlato anche di Luciano Spalletti e soprattutto di Paulo Sousa: il secondo lascerà certamente la Fiorentina (lo vogliono anche in Bundesliga); la permanenza del primo a Roma sarà dettata dal finale di stagione. Il toscano ha un gran feeling con Marotta, il portoghese è il preferito di Andrea Agnelli. All'estero, poi, ha raccolto notevoli consensi Jardim, tecnico del Monaco, mentre in Italia resta sempre discreta la candidatura di Eusebio Di Francesco. Continua a leggere……

Diario dalla California giorno 2, Matteo Renzi

Diario dalla California giorno 2
Matteo Renzi
Il futuro non è più quello di una volta” diceva Paul Valery e quando parli con Brian Chesky, CEO e fondatore di Airbnb, te ne rendi conto. Certo lui — come molti, in questa capitale globale del domani — pensa che i prossimi anni cambieranno l’umanità più di quanto lo abbiano fatto gli scorsi secoli, ma il futuro che egli ha in mente non è solo quello dei robot e dell’intelligenza artificiale. Accanto al freddo mondo delle macchine, secondo Brian, il futuro sarà fatto di quello che lui chiama il villaggio: la dimensione calda delle radici e delle relazioni, della cultura e delle esperienze uniche che nascono dagli scambi tra le persone. I computer non prenderanno mai il posto di quella componente, anzi paradossalmente la esalteranno, creando nuove opportunità di vita e di lavoro. In Italia più che altrove perché in fondo è quello che facciamo da sempre: produrre esperienze capaci di emozionare il mondo. Me lo confermava stamani il CEO di Apple Tim Cook, a Cupertino, nel quartier generale di un’azienda che continua a mietere risultati straordinari e che in queste ore raggiunge il massimo della capitalizzazione come mi spiegava Luca Maestri, al vertice della parte finanziaria aziendale, italiano competente e capace.

Trump: Rilanceremo il nostro arsenale nucleare

Il presidente americano lancia una nuova sfida. L'arsenale nucleare degli Stati Uniti, dice Donald Trump in un'intervista alla Reuters, va implementato per fare in modo che il Paese resti in testa al gruppo delle potenze nucleari. Parlando dal suo ufficio nello Studio ovale il presidente si è detto anche molto arrabbiato per l'ultimo test balistico effettuato dalla Corea del Nord.Poi si è anche lamentato con la Russia per il dispiegamento recente di un missile cruise in violazione del trattato sul controllo degli armamenti (in violazione del trattato Inf del 1987 firmato da Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov), dicendo che ne parlerà direttamente con il presidente russo Vladimir Putin, se e quando ci vedremo.Trump ha poi affermato che sostiene una forma di tassa doganale che può rendere possibile che le aziende tornino in Usa e costruiscano i loro stabilimenti produttivi, creando posti di lavoro.Intanto il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, rende noto che non ci sarà alcuna operazione militare nel gestire l’immigrazione clandestina e l’espulsione degli immigrati criminali. Era stato Trump a definire un’operazione militare la stretta sull’immigrazione. Oggi arriva il chiarimento: Il presidente - dice Spicer - ha usato la parola militare come un aggettivo, nel senso di precisa. Anche il segretario alla Sicurezza Interna, John Kelly, in missione in Messico con il segretario di Stato Rex Tillerson, ha escluso il ricorso all’esercito contro gli immigrati.


Alluvione, Mighetti, M5S: “Stato di calamità Asti e Alessandria, sanato errore del PD regionale e di Governo

Ampliato lo stato di calamità per l'alluvione 2016 anche alle province di Asti ed Alessandria dopo le ripetute denunce del Movimento 5 Stelle. E' stato sanato finalmente un colossale errore del PD di Regione e di Governo. 
Mentre l'alluvione aveva colpito duro, in egual misura, diverse zone del Piemonte, le attenzioni di Regione e Governo si sono concentrate solo su Torino e Cuneo dimenticando completamente Asti ed Alessandria. 
Abbiamo portato il caso in aula ed oggi finalmente il Governo è intervenuto per correggere il tiro.
I due pesi e le due misure li abbiamo visti non solo per lo stato di calamità, ma anche in occasione dello stanziamento di risorse regionali. Su 10 milioni appena 1,4 sono andati ad Asti ed Alessandria, il resto è finito a Cuneo e Torino. Una sproporzione assurda. Con una giustificazione disarmante da parte della Giunta. 
I fondi infatti non sono stati stanziati dopo un'attenta analisi dei danni, ma semplicemente in ordine di arrivo in base alle richieste. Anche su questo fronte continueremo a mantenere alta l'attenzione affinché i fondi vengano stanziati in maniera più omogenea, senza alluvionati di serie A e serie B come avvenuto fino ad ora.

Paolo Mighetti, Consigliere regionale M5S Piemonte

Falconeria: gabbie e cappucci patrimonio dell’umanità

L'UNESCO conferma l'importanza della tradizione secolare
La 32° conferenza generale dell’UNESCO(United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) tenutasi a Parigi nel 2003 ha stabilito una Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale definito all’articolo 2: «Per “patrimonio culturale immateriale” s’intendono le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il know-how – come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi – che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale. Questo patrimonio culturale immateriale, trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi in risposta al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia e dà loro un senso d’identità e di continuità, promuovendo in tal modo il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana. Si precisa inoltre come tali prassi devono essere compatibili con i diritti umani, il rispetto reciproco tra le persone e lo sviluppo sostenibile (…)».

Europa League, Fiorentina-Borussia Mönchengladbach 2-4

Dopo l'1-0 dell'andata, Kalinic e Borja arrotondano il vantaggio dopo 28'. Invece di gestire, la squadra di Sousa scompare: Stindl fa tripletta, poker di Christensen. Gladbach agli ottavi
La Fiorentina si butta via nel modo più incredibile perdendo partita e qualificazione quando tutto sembrava scorrere nel binario corretto. Non è bastata la vittoria in trasferta (1-0) ed il doppio vantaggio al Franchi dopo 28' per arrivare agli ottavi di finale di Europa League. Una tripletta di Stindl, ma soprattutto un blackout inspiegabile fanno crollare il castello gigliato in sedici minuti effettivi di gioco tra il primo tempo e l'inizio del secondo. Avanti quindi va il Monchengladbach che passa al Franchi 4-2.
A TRAZIONE OFFENSIVA — Tutto confermato fra i viola. Kalinic unica punta con Borja Valero e Bernardeschi a supporto. Sulle fasce agiscono Maxi Olivera e Chiesa. Nel Borussia Raffael è recuperato ma va in panchina. Davanti agiscono Stindl e Hazard. I tedeschi partono fortissimo e dopo 4' Hofmann prova a calciare dal limite, Tatarusanu blocca. Poi tocca a Gonzalo salvare due volte in un minuto a centro area con gli ospiti bravi ad arrivare con continuità al cross. Al 7' proprio da un traversone nasce un colpo di testa di Vestergaard che colpisce il palo a portiere battuto. Al 12' la Fiorentina mette la testa fuori dal guscio, Chiesa però spara altissimo. Continua a leggere…….


Come son belle di Vittorio Zingone

"Elisir" by Avion Travel, Paolo Conte. Video by G.Ragazzini

Esclusivo - I dialetti di Brignano

Scoperto un distributore di benzina abusivo nascosto nel garage di una casa in Lomellina

La guardia di finanza ha denunciato il proprietario: nelle taniche conservava 1700 litri di gasolio di provenienza illecita
Dopo quello di due settimane fa a Candia, un altro distributore abusivo di carburanti è stato scoperto dalla guardia di finanza a Gambarana, minuscolo Comune lomellino ai confini con la provincia di Alessandria. Nel garage di un’abitazione privata era installata una cisterna della capacità di mille litri più una serie di contenitori più piccoli, all’interno dei quali c’erano complessivamente 1.700 litri di gasolio di provenienza illecita. 
 LEGGI ANCHE: Un distributore abusivo nel garage di casa 
 L’impianto, privo delle più elementari norme di sicurezza, era dotato di pompe aspiratrici e pistola erogatrice munita di contalitri. I controlli sono scattati dopo che era stato notato un intenso viavai di auto. Il proprietario è stato denunciato per furto e sottrazione fraudolenta di prodotto petrolifero al pagamento delle accise. 


F1, ecco la nuova Ferrari SF 70 H che sfiderà la Mercedes

Presentata a Fiorano con Vettel e Raikkonen la nuova macchina per il mondiale 2017
FIORANO - Si alza il sipario a Fiorano sulla nuova Ferrari per il Mondiale 2017 di Formula 1. Il nuovo nome della Rossa per la prossima stagione è 'SF 70 H'. Il nome dato alla nuova monoposto che sarà guidata in pista alle 11, per i primi test stagionali, da Raikkonen e Vettel è in onore ai 70 anni della Scuderia del Cavallino. Presente a Fiorano anche il presidente ed amministratore della Ferrari Sergio Marchionne.  La vettura appare più rossa rispetto a quella delle stagioni precedenti: solo gli alettoni anteriori e la parte alta del retrotreno presentano un pò di bianco attraversato, sul retro, da un tricolore bianco, rosso e verde. Tra i marchi presenti sulla vettura anche quello dell'Alfa Romeo.  La sigla SF70H, oltre a indicare la motorizzazione ibrida, celebra i 70anni della Ferrari, nata nel 1947, quando uscì dallo storico portone di via Abetone Inferiore a Maranello la prima vettura con il marchio del Cavallino, la 125S, la prima creatura a portare il nome del fondatore, Enzo Ferrari. Continua a leggere……


La vita senza cellulare

Ringrazio la redazione de Lo Spiffero http://lospiffero.com/ per la pubblicazione.
Pier Carlo Lava. Alessandria
I cellulari esistono da tempo e ormai ne siamo talmente coinvolti al punto che per molti sono diventati come una protesi del proprio corpo, ma forse proprio questo è un motivo per il quale vale la pena di porsi una domanda. Come facevamo quando i cellulari non esistevano? Una domanda che a volte mi pongo e alla quale rispondo ricordando un fatto che mi è successo molto tempo fa. Correva l’anno 1980, all’epoca operavo come sales manager per la società Gazzoni di Bologna.
Nel periodo in questione i cellulari non esistevano ancora. Un venerdì sera come al solito lasciavo l’ufficio per ritornare a casa dopo una lunga settimana in trasferta. Alle 18 del pomeriggio nel mese di novembre in un gelido inverno con una nebbia fittissima (quelle di oggi ne sono solo un pallido ricordo) entravo in autostrada a Borgo Panigale e dopo qualche chilometro mi trovavo quasi improvvisamente davanti una colonna di auto ferme, ma fortunatamente procedevo a velocità ridotta e quindi riuscivo a frenare e mettermi in coda. Ricordo che dietro di me era arrivata un autoambulanza che stava rientrando dalla zona del terremoto dell’Irpinia, un evento sismico di circa 6,9 Richter e del decimo grado della scala Mercalli, che il 23 novembre 1980 alle 19.34 aveva colpito la Campania e la Basilicata, provocando circa 280.000 sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti.

M5S, Serra: Question Time, Referendum deliberativo dei cittadini e Partecipate in House


M5S, Intervista a tutto campo con Michelangelo Serra candidato Sindaco
by Pier Carlo Lava
Alessandria: Intervista a Michelangelo Serra, candidato Sindaco per il M5S, che risponde alle seguenti domande:
  • Partecipazione dei cittadini
- Gestione delle Partecipate
  • Ambiente, PM10, ecc
  • Piano della mobilità
  • Sicurezza dei cittadini
  • Manutenzione ordinaria, viali, segnaletica, ecc
  • Manutenzione straordinaria, strade, marciapiedi, ecc
video:




Matteo Renzi: Enews 460, martedì 21 febbraio

Matteo Renzi: Enews 460, martedì 21 febbraio
Primissime ore del mattino, arrivo in aeroporto e butto un occhio sui canali delle news: tutti ripetono ossessivamente le sfumature e i dettagli delle posizioni interne al PD. Da qualche giorno l’apertura di tutti i media italiani è la scissione – o fuoriuscita, per dirla con le parole di Paolo Mieli – del Partito Democratico. Ne sono molto dispiaciuto, anche perché i motivi di questa divisione sono difficili da comprendere anche a noi, addetti ai lavori: figuriamoci ai cittadini normali.
Facciamola semplice, senza troppi giri di parole. Dal primo giorno della vittoria alle primarie del 2013 alcuni amici e compagni di strada hanno espresso dubbi, riserve, critiche sulla gestione del partito e soprattutto alla gestione del Governo. Penso che sia legittimo e doveroso in un partito democratico, di nome e di fatto, che chi ha idee diverse possa presentarle in un confronto interno, civile e pacato. Vinca il migliore e poi chi vince ha il diritto di essere aiutato anche dagli altri: si chiama democrazia interna. L’alternativa è il modello partito-azienda. E sia detto con il massimo rispetto: a me non convince. Certo, è più facile essere guidati da un capo che decide da solo. Ieri un signore di Genova e uno di Milano – senza alcuna carica istituzionale – sono arrivati a Roma insieme e hanno spiegato ai rappresentanti di quella città che cosa fare e che cosa non fare nel governo del Campidoglio. Dall’altra parte accade che da vent’anni in una villa in Brianza si prendono le decisioni che riguardano la destra in Italia, senza la fatica di fare congressi o discussioni vere.

Diario dalla California giorno 1, Matteo Renzi

Diario dalla California giorno 1
Matteo Renzi
Mentre la politica italiana post-referendaria litiga su tutto o quasi, il mondo fuori continua a correre. Ho deciso di staccare qualche ora – mentre il PD scrive le regole per il congresso – e di dedicarmi ad alcuni incontri di qualità in California. Il futuro, prima o poi, torna. E allora facciamoci trovare pronti: anziché litigare sul niente, proviamo a imparare da chi sta costruendo il domani prima degli altri.
In questo primo giorno mi ha colpito – tra l’altro – la visita a Tesla, l’innovativa azienda di auto elettriche che ha il quartier generale a Palo Alto.
Ho incontrato il vulcanico fondatore, Elon Musk, una personalità che mi aveva sempre incuriosito molto e che non avevo mai conosciuto prima di oggi. Difficile sintetizzare in breve i contenuti della chiacchierata. La scommessa sulle energie alternative per la mobilità, ma anche per la casa, il sogno di rendere possibile la vita su Marte, il super treno chiamato HyperLoop che sta facendo i primi esperimenti proprio in questi mesi, il design, l’Europa, la sostenibilità.
Vi segnalo solo due argomenti, uno di merito e uno di metodo.
Nel merito. La questione ambientale, legata alla sostenibilità e alla green economy, è sempre più centrale nel mondo. Durante i mille giorni abbiamo fatto molto per questo settore ma ne abbiamo parlato poco. E ad ogni modo quello che abbiamo fatto ancora non basta. Tutto il tema del rapporto tra energia, fonti alternative, digitalizzazione pone degli scenari molto interessanti, su cui in tanti stanno lavorando in a cominciar dall’Enel di Francesco Starace, che mi ha spesso evidenziato le concrete possibilità date all’Italia dal rapporto tra energia e nuove tecnologie. La sfida per l’auto elettrica, i contatori digitali, le città intelligenti, il consumo sostenibile e consapevole non sono più questioni da addetti ai lavori, ma grandi temi del nostro futuro prossimo.

Percorso artistico di: Francesca Coletti Artenoi

Francesca Coletti Artenoi
A cura di Ludovica Sagnelli :
Francesca Coletti nasce a Bari, ma vive e lavora a Milano, da giovanissima si avvicina al mondo della pittura dipingendo il suo primo quadro a 9 anni. Ha sempre lavorato mantenendosi agli studi. Il suo lavoro come artigiana l'ha portata alla sperimentazione di varie forme d'arte e non ha mai abbandonato la sua personale sperimentazione artistica fino alla realizzazione di opere uniche in cui la natura è il tema dominante. L'amore per l'arte la sprona a frequentare il corso di "Arteterapia" Partecipa a numerose mostre ed esposizioni incontrando il favore del pubblico. La prima mostra personale e non unica allo spazio "Seicentro" di Milano l'ha
vista presente in veste di organizzatrice. Alla Galleria "Il Collezionista" di Roma in una mostra itinerante ha portato le sue creazioni tra Roma, Barcellona, Berlino e Parigi. Negli ultimi anni ha preso parte alle esposizioni dell'associazione culturale "Ars Mea" esponendo opere e leggendo poesie in occasione delle mostre "Artisticamente donna" e "Alpini. Storie di guerra Storie di pace".
La sua ultima creatura è un libro: "La nostra storia...colori dell'anima" che raccoglie le sue poesie ed è in continuo dialogo con le sue tele.
L'arte di Francesca tra poesia e pittura, regno ideale e inattingibile in cui esce dalla realtà angusta del mondo. Regno di bellezza. Riflesso del sogno.
Le sue serie: "Albero della Vita", "Madre Natura" e "Emozioni", raccontano una natura viva nel sogno di una realtà terrena raccontata dalle sue poesie.
Il racconto inizia dal lato emotivo della realtà, in quella realtà dove l'artista comunica il suo stare al mondo.

Sci di fondo, Pellegrino oro Mondiale! La Sprint di Lahti è azzurra

Il valdostano, detentore della Coppa e leader della specialità, vince quarti, semifinale e in finale travolge in volata Ustiugov. Primo trionfo italiano nella storia nella specialità. Donne: oro alla Falla
Federico Pellegrino è campione del Mondo nella Sprint! Che capolavoro Chicco! Ha infilzato anche l'orso russo Sergej Ustiugov ed è medaglia d'oro delle volate sugli sci stretti. Il re del fondo. Uno sprintissimo, dopo aver azzeccato proprio tutto. Fenomenale, Federico Pellegrino, detentore della Coppa e leader della specialità: vince quarti, semifinale e in finale travolge il rivale russo e lascia di bronzo anche il nuovo asso della Norvegia, JohAnnes Klaebo, e batte pure anche Krogh e il re che abdica, Northug. Il ventiseienne poliziotto valdostano fa tutto tatticamente come l'aveva studiata, questa finale. Una magia riuscita a meraviglia. Prima di lui solo tre volte l'Italia era salita sul podio iridato nella sprint e sempre a skating. La prima proprio a Lahti com Cristian Zorzi a segno 16 anni fa. E poi con una valdostana come Chicco, ovvero Arianna Follis, oro nel 2009 a Liberec e argento a Oslo dietro la Bjoergen. Continua a leggere….


Mosul, forze irachene si riprendono l'aeroporto

Le forze di sicurezza irachene hanno ripreso il controllo dell'aeroporto di Mosul, la città del nord dell'Iraq finita nel 2014 in mano al gruppo di al-Baghdadi. L'offensiva era stata lanciata via aerea dalla coalizione guidata dagli Usa
L'esercito iracheno ha messo a segno un colpo molto importante contro il sedicente Stato islamico, riconquistando l'aeroporto di Mosul.L'offensiva per liberare la città dalle bandiere nere (che la controllano dal 2014) è partita a ottobre scorso. Dopo uno stallo di alcune settimane è ripartita lo scorso 19 febbraio: l'avanzata, dopo lo scalo aereo e la base di al Ghazlani, nella periferia sud-ovest di Mosul, permetterà di lanciare altre operazioni verso ovest, dove si annidano migliaia di combattenti Isis.Quattro soldati delle forze anti-terrorismo irachene sono morti e altri tre sono rimasti feriti dopo un attacco con i razzi Katyusha lanciato dai miliziani dell'Isis contro l'aeroporto di Mosul. Il generale di brigata Bahnam Mohammad al-Kazimi, uno dei comandanti che all'alba hanno guidato l'operazione per la riconquista dello scalo, ha confermato che le forze governative ora hanno il "controllo totale" dell'aeroporto che, tuttavia, deve ancora essere "ripulito" da eventuali ordigni e da possibili jihadisti ancora nascosti all'interno.

Avvelenato il cane Jazz, l’amico degli anziani ospiti della casa di riposo

Era utilizzato per la pet therapy a Menconico, fra Tortonese e Pavese: i carabinieri sulle tracce del responsabile
Un boccone avvelenato ha ucciso Jazz, il Golden Retriever utilizzato per la pet therapy nella casa di riposo di Menconico, al confine tra Pavese e Val Curone. I carabinieri di Brignano Frascata, coordinati dal maresciallo Damiano Colonna, hanno iniziato una serie di accurate indagini per rintracciare i responsabili del delitto.  Secondo una prima ricostruzione Jazz ha trovato, e ingerito, il boccone nei campi di Bellaria, a Benegassi, frazione di Montacuto, nel Tortonese, vicino all’abitazione della sua proprietaria e direttrice della casa di riposo Alessandra Marchesotti. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri forestali di Cuneo, con due squadre, un’unità cinofila anti-veleno del Parco delle Alpi Cozie e una del Parco delle Alpi Marittime: hanno bonificato la zona e avrebbero già raccolto indizi utili per scoprire il colpevole (nella foto sotto, i forestali al lavoro).  Continua a leggere…..

Milan: Montella, missione recuperi: dopo Montolivo, rientra De Sciglio

Tornano ad allenarsi con il gruppo l'esterno azzurro insieme al giovane Calabria. Il tecnico rossonero comincia a recuperare un po' di pezzi importanti
Missione recuperi in corso: dopo Montolivo, Vincenzo Montella ha potuto riabbracciare a Milanello anche De Sciglio e Calabria. Prime buone notizie per il tecnico rossonero dopo un periodo non certo fortunato sul fronte degli infortuni.
QUANTI RITORNI — Il Milan si è allenato al mattino in vista dell'impegno di campionato di domenica contro il Sassuolo. Montella ha voluto lavorare sulla tattica, con alcune prove difensive, prima della partitella finale. Le buone notizie, dunque, sono le presenze in gruppo di De Sciglio e di Calabria, tornati entrambi a disposizione e - stando a quanto filtra da Milanello- pronti anche per essere convocati. Rientrati dagli impegni con le nazionali Locatelli, Lapadula e il giovane Cutrone. Continua a leggere…..

Milano, Berlusconi in procura come teste per l'inchiesta sull'estorsione delle 'Olgettine'

L'ex cavaliere ha denunciato una delle partecipanti alle cene di Arcore che gli avrebbe chiesto un milione "per non rivelare informazioni in grado di danneggiarlo". Ma Berlusconi, che si è detto "dispiaciuto" per la ragazza
L'ex presidente Silvio Berlusconi si è presentato questo pomeriggio in procura a Milano, per essere interrogato come parte lesa nell'inchiesta sulle presunte estorsioni subite dalle 'Olgettine', ovvero da alcune soubrette che l'ex cavaliere avrebbe stipendiato per anni e che sono tutte coinvolte nel 'processo Ruby'. La deposizione è durata circa due ore e mezza.Mesi fa Berlusconi ha depositato un esposto in procura per denunciare le pressioni subite da alcune ospiti delle cene di Arcore che avanzavano pressanti richieste economiche. La deposizione di Berlusconi - accompagnato dai suoi legali Federico Cecconi e Niccolò Ghedini - si è tenuta in una stanza decentrata della procura blindata dai carabinieri. Nell'anticamera era presente Alberto Zangrillo, il medico personale di Berlusconi. L'ex premier - da quanto si è saputo - ha mantenuto un atteggiamento "disteso, collaborativo e a tratti scherzoso" con i pm. Tanto che, alla battuta  di uno dei pm che ha ricordato a Berlusconi come il fascicolo sui presunti pagamenti alle sue ex ospiti sia aperto dal 2013 e lo ha invitato a non accusarli di interferire con il suo percorso politico ora che sembra intenzionato a 'tornare in campo', Berlusconi avrebbe reagito prontamente dicendo loro che sì, il fascicolo ha già qualche anno, ma che è stato aperto proprio per impedirgli di tornare a ricoprire cariche politicamente importanti.


F1, Hamilton scalpita: "Questa Mercedes è una belva"

L'inglese colpito dalla nuova W08: "Si avverte che è ancora più potente. Sono in grande forma, col team va tutto bene e do il benvenuto a Bottas. Obiettivi? Vediamo prima come va l'auto in pista. Ma in fabbrica ho visto gente ancora più motivata a vincere"
"Ha la stessa capacità ergonomica dell'anno scorso, ma attorno a te avverti una `belva´ ancora più potente. È quanto di più dettagliato abbia mai visto su una macchina di Formula 1". È esplicito Lewis Hamilton sulla nuova Mercedes presentata stamane a Silverstone. La scuderia campione del mondo ha mostrato la W08 Hybrid, la nuova Mercedes guidata da quest'anno dal tre volte iridato e dalla new entry Valtteri Bottas. L'obiettivo dichiarato della scuderia è confermare il titolo costruttori per il quarto anno consecutivo, mentre i piloti si contenderanno l'eredità di Nico Rosberg, campione del mondo 2016. Continua a leggere……

Panasonic ai 100mila dipendenti: «Lavorate meno ma siate efficienti»

Lavorare di meno per produrre di più. Una sorprendente direttiva quella che il presidente di Panasonic, Kazuhiro Tsuga, ha firmato a fine gennaio. La richiesta è rivolta ai suoi circa 100mila dipendenti in Giappone. Un nuovo motto che tutti gli impiegati sono invitati a seguire: «Siate efficienti e meno occupati». Il gruppo nipponico sconsiglia di trattenersi in ufficio oltre le otto di sera e chiede di concentrarsi sulla produttività, evitando le tradizionali lunghe giornate di lavoro.
Meno straordinari, più ferie
Le nuove regole sono per tutti. Dai dipendenti semplici ai manager, a cui si chiede di limitare gli straordinari a un massimo di 80 ore. Secondo gli standard di Panasonic, la giornata di lavoro dovrebbe essere di 7 ore e 45 minuti, ma gli orari possono variare in base ai propri ruoli. Il presidente ha quindi incoraggiato l’implementazione di un sistema flessibile, sfruttando le potenzialità del telelavoro e utilizzando tutte le ferie a cui si ha diritto. Direttive quasi rivoluzionarie in un Paese dove la vita sociale delle persone è fortemente danneggiata da ritmi di lavoro spesso disumani. Tra i Paesi del G7, secondo i dati pubblicati dall’Istituto nipponico delle Politiche del Lavoro, il Giappone ha la più alta percentuale di impiegati che passano in ufficio più di 49 ore a settimana. E spesso più tempo passato in ufficio non corrisponde a livelli più alti di efficienza. Il Giappone è anche l’ultimo in quanto a produttività tra le sette nazioni.

Antonio Conte e la sua vita a Londra: tra Cudicini, Ancelotti, la moglie e un tifo sfrenato

Il tecnico racconta le sue difficoltà iniziali e il rapporto con i tifosi nei suoi primi sette mesi al Chelsea. Dall'ex portiere insegnante di inglese al sostegno incredibile dei sostenitori
Sei mesi da trionfatore. Mr Antonio Conte, dopo qualche problema di adattamento a inizio stagione (dopo la sconfitta 3-0 all'Emirates del 24 settembre era -8 dal City primo), ha rapito a suon di vittorie e prestazioni il cuore dei tifosi del Chelsea. Dopo 25 giornate i Blues continuano a percorrere la strada tracciata verso la Premier, con Guardiola secondo lontano 8 punti. Una parabola in continua ascesa raccontata dallo stesso Conte, che - in una lunga intervista fatta dallo storico del Chelsea Rick Glanvill e uscita sul sito ufficiale del club - racconta i suoi primi mesi di vita londinese. Le lezioni di inglese di Cudicini, le chiacchierate con Ancelotti, la sua educazione, la sua voglia di vincere il campionato e un lavoro nel quale non si tralascia alcun dettaglio. L'allenatore Blues si racconta a tutto tondo.
"LA PRIMA ESPERIENZA ALL'ESTERO" — E parte parlando della sua ammirazione per il Chelsea, che ha radici lontane: "Ho seguito a lungo il club, molti giocatori italiani hanno giocato qui, ma anche allenatori. Vialli, Zola e anche Di Matteo, con cui ho giocato in Nazionale. Con Gianluca (Vialli, ndr) ho giocato molti anni alla Juve. Abbiamo vinto la Champions League insieme e io sono diventato capitano quando lui se n'è andato". L'allenatore racconta poi i suoi primi mesi lontano dall'Italia: "E' la mia prima esperienza all'estero. All'inizio non è stato semplice. Ma ora mi sto abituando. Sono fortunato - continua il tecnico -, a stare a Londra e in una realtà come quella del Chelsea. Abbiamo un bellissimo centro di allenamento, e un presidente che è molto vicino alla squadra, Abramovich". Continua a leggere…..


Rispunta il piano election day: politiche e comunali l'11 giugno. Lo spettro di primarie "nulle"

Renzi accelera ma teme lo stallo: se nessun candidato raggiunge il 50 per cento, il leader sarà eletto in assemblea con il rischio di un asse anti-Matteo
ROMA - La data delle primarie il 9 aprile serve a cogliere due obiettivi. Risolvere in fretta il congresso "perché la discussione è cominciata già da tre mesi e il Pd ha bisogno di una guida legittimata al più presto", ha detto Matteo Renzi prima di partire per la California. Ma soprattutto permette di coltivare ancora il sogno delle elezioni anticipate a giugno. Per l'esattezza l'11 giugno, con un election day che comprende anche le amministrative. Un sogno o meglio una suggestione. "Una provocazione" la definisce un renziano. Eppure, nonostante l'evidenza dei fatti, Renzi vuole sempre "sognare".Per questo ieri, durante la riunione della commissione per il congresso, è rispuntata l'ipotesi del 9 aprile mentre è finita nell'ombra la data del 7 maggio, gradita da Michele Emiliano e Andrea Orlando, l'altro sfidante certo. Ma il 9 ha il pregio di tenere aperta la finestra elettorale di giugno. Più come messaggio all'intero sistema politico che come obiettivo davvero raggiungibile. Messaggio rivolto a tutti. Al governo di Paolo Gentiloni che proprio ad aprile è chiamato a varare una manovra correttiva sulla quale Renzi ha molti dubbi. E al Quirinale, che non gradisce il voto anticipato e semmai aspetta una correzione della legge elettorale. Ecco il punto: prima si elegge il segretario dem e prima gli altri attori della scena faranno i conti con lui. Continua a leggere……..


giovedì 23 febbraio 2017

Jennifer Lopez - Ain't It Funny (Alt Version)

Just One Last Dance

Sarah Connor - From Sarah Wite Love...

Ti Sto Scrivendo Una Lettera

La Ragazza Della Canzone Movies

Pd, Renzi ha un terzo sfidante. Orlando annuncia la sua candidatura alla segreteria

Dopo Michele Emliano, anche il ministro della Giustizia ufficializza la sua corsa. In Parlamento i numeri della scissione continuano a ballare: i nuovi gruppi bersaniani entro venerdì
ROMA - Andrea Orlando sarà il terzo candidato alla leadership Pd e sfiderà Matteo Renzi e Michele Emiliano nella corsa alla segreteria. Il ministro della Giustizia, la cui candidatura era data ormai per certa da giorni ma ancora non ufficializzata, annuncerà le sue intenzioni oggi alle 18 al circolo Marconi in via Eugenio Barsanti 25, a Roma. "Ho deciso di candidarmi perché credo e non mi rassegno al fatto che la politica debba diventare solo prepotenza", ha detto detto il Guardasigilli a margine di una iniziativa a Ostia. Continua a leggere…..


Libia, la cellula tunisina guida la riscossa dell’Isis

Dopo la fuga da Sirte, i jihadisti si riorganizzano a Sud e nell’Ovest. Patto con Al Qaeda , sabotaggi e guerriglia per minare la sicurezza
Ritirata nell’entroterra, infiltrazione di traffici illeciti, attentati circoscritti e rimescolamento con Al Qaeda. Dopo la caduta di Sirte lo Stato islamico in Libia ha cambiato strategia luoghi e forse pelle. Il 18 gennaio scorso caccia americani B-2, sotto la regia di Africom e in cooperazione col Governo di accordo nazionale, hanno bombardato un campo di addestramento a 45 km a Sud-Ovest di Sirte uccidendo almeno 85 terroristi dell’Isis. È stata la prima azione dopo i quattro mesi di raid sulla capitale del Califfato nero nel Maghreb, capitolata la quale i terroristi di Abu Bakr al-Baghdadi sono fuggiti a Sud, nelle aree di Bani Walid, Skhir, Ghariyat, Ghirza, alterando sembianze e spostandosi da un luogo all’altro per non essere individuati. Tra loro c’è una prevalenza dei soliti tunisini, poi algerini, yemeniti, sauditi, bahreiniti (attenzione a questa componente), anche europei, e per quanto riguarda l’Africa somali, nigeriani, chadiani, e infine alcuni elementi cinesi particolarmente esperti nell’uso di esplosivi.  Continua a leggere……


Grillo sente i suoi esperti e poi decide al posto di Raggi: “È finita l’epoca dei meet up”

Poi in un videomessaggio chiede al governo più soldi per la Capitale
Beppe Grillo è la sintesi. Nel M5S, il Capo arriva, mette a tacere le divisioni delle sue tribù e poi decide. Comunque decide sempre lui. Il metodo 5 Stelle diventato prassi trova la sua ennesima dimostrazione sullo stadio della Roma.  A Grillo era rimasto come un ronzio in testa, quando tra le ragioni elencate dai contrari allo stadio di Tor di Valle gli era stata confermata l’esistenza di un possibile pericolo idrogeologico. E così, per vederci ancora più chiaro, ha cercato conforto nel parere di altri periti. Secondo quanto riferiscono fonti vicine al leader, a Tor Di Valle sarebbero arrivati un geologo e un architetto per supervisionare l’area. Il risultato è stato comunicato da Grillo alla sindaca Virginia Raggi: «Il rischio di esondazione del Tevere è più alto del previsto. Lo stadio va fatto altrove, altrimenti non lo facciamo». E buonanotte a un progetto su cui si lavora da cinque anni e alla «pubblica utilità» fissata nel 2014 dalla giunta di Ignazio Marino.  Quel vincolo della soprintendenza che sembrava una bizzarria dal tempismo perfetto, a protezione di un ippodromo fantasma devastato dall’incuria, è stato provvidenziale per il M5S. Il vincolo architettonico e il rischio idrogeologico, già previsto nel piano presentato alla Conferenza dei servizi che si chiude il 3 marzo, sono la scusa perfetta per far saltare tutto e per metterli al riparo dalle penali milionarie che impensierivano Raggi. Inoltre, negli incontri in Campidoglio di ieri, prima da solo con la sindaca, poi in un confronto senza di lei con tutti i consiglieri e i presidenti di municipio grillini, Grillo ha capito una cosa fondamentale: la maggioranza di loro, lo stadio, se fatto secondo il piano dell’As Roma e dei costruttori Parnasi, non lo vuole. Anzi i consiglieri sono pronti a votare una delibera che annulli quella precedente di Marino, come richiesto dagli attivisti che martedì erano in piazza, snobbati da Raggi.  Continua a leggere……


Milan, il Tianjin di Cannavaro offre a Bacca 10 milioni all’anno però insiste per Kalinic

Il Tianjin Quanjian ha già parlato con l’agente del colombiano che conferma "offerta molto ricca": sul piatto una trentina di milioni e un mega ingaggio per il colombiano. Ma l'allenatore italiano continua a preferire l'attaccante della Fiorentina: "La nostra prima scelta"
Il dilemma comincia a diffondersi per l’Europa: «Ma tu, in cambio di un monte di soldi, andresti in Cina?». Prendere o lasciare. Tevez, per non sbagliare, ha preso e ora sembra già pentito: vorrebbe tornare in Argentina, Shanghai non è di suo gradimento. La città del momento però è Tianjin, che sarà anche gemellata con Bergamo ma non vuole Petagna. Il Tianjin Quanjian allenato da Fabio Cannavaro cerca un attaccante ma guarda più a sud. A Milano e Firenze. L’interesse per Nikola Kalinic è noto da tempo, quello per Carlos Bacca è meno noto e meno radicato. Pato e Witsel sono già stati presi, la novità è che il Tianjin Quanjian ha parlato con l’agente di Bacca che conferma: "Carlos è molto contento al Milan", rivela, "il club e l’allenatore sono contenti di lui. A gennaio diversi club europei erano interessati al giocatore. Ora ci sono diverse squadre cinesi e hanno offerto grandi contratti. Molti soldi. Il messaggio di Carlos, però, è che vuole restare al Milan. Tianjin? Non parlo di club specifici. Bacca fa parte di un grandissimo club come il Milan". Insomma, per il club cinese i soldi non sarebbero un problema: si parla di offerta in doppia cifra per l’ingaggio, almeno 10 milioni all’anno. Eppure ci sono tre buoni motivi per cui il trasferimento non è all’ordine del giorno. Anche perché il mercato cinese chiude il 28 febbraio, ci sarebbe da fare in fretta. Continua a leggere….


Sarà Anastacia la stella di Arena Derthona, il 7 luglio un concerto in piazza Allende

Due sole date in Italia per la cantante di New York, l’altro sarà il 12 luglio a Marostica
Sarà Anastacia la stella dell’ottava edizione di Arena Derthona, il festival che si terrà in luglio in piazza Allende, a Tortona: il nome della cantante si aggiunge così a quello di altri big che hanno partecipato negli anni scorsi alla rassegna lanciata dal patron Charlie Bergaglio. Qualche nome: Chick Corea, Pat Metheny, Hiromi e, negli italiani, Renzo Arbore, Francesco De Gregori e Stefano Bollani.  In tour europeo, Anastacia terrà solo due concerti in Italia: a Tortona, appunto, il 7 luglio e a Marostica, in provincia di Vicenza, il 12.  Grinta e stile, oltre a una voce inconfondibile, rendono Anastacia un personaggio speciale. Nell 2000 si rivelò con il singolo «I’m outta love», poi ha inciso sei album e due raccolte, vendendo 85 milioni di copie in tutto il mondo.  Tra i suoi successi più famosi, «Paid my dues», «Left outside alone», «One day in your life», che hanno scalato classifiche di tutto il mondo. La sua raccolta «Ultimate collection» comprende anche gli altri.  Non è ancora noto l’elenco delle prevendite, info su TicketOne 0584-46477 oppure info@arenaderthona.it. 

Zaza, la magia col Valencia per ripartire: tornerà in Nazionale?

L'ex attaccante della Juve esaltato in Spagna per il grande gol al Real: il flop al West Ham è alle spalle, ora punta a rientrare nel giro azzurro
La prima, buonissima, notizia riguarda la sua serenità. Se quel bruttissimo rigore calciato alle stelle a Euro 2016 contro la Germania lo aveva fatto stare così male come ha raccontato alla Gazzetta, adesso Simone Zaza può dormire sonni decisamente più tranquilli: facendo una ricerca col suo nome su Youtube, le immagini e le parodie di quella rincorsa infinita sul dischetto sono state rimpiazzate dai video della magia che ieri ha incantato il Mestalla e stordito il Real Madrid. La seconda notizia riguarda Giampiero Ventura: vuoi vedere che la Nazionale ha ritrovato Zaza? Continua a leggere……


Confindustria, allarme crescita: "Pesa l'incertezza politica"

Il Centro studi Confindustria lancia l'allarme: "Freno alla ripresa da incertezza politica. Italia ultima nella Ue"
"Il Pil italiano e' atteso aumentare a ritmo lento anche nel primo trimestre 2017, dopo il +0,2% nel quarto 2016 e il +0,3% nel terzo". La stima e' contenuta in 'Congiuntura Flash' del Centro studi Confindustria, secondo cui "il ritmo rimane ben inferiore a quello dell'Eurozona, frenato dall'incertezza, specie politica". Secondo i tecnici di viale dell'Astronomia "l'Italia sfrutta bene il piu' robusto traino esterno, ma resta fanalino di coda, con una crescita inadeguata a uscire dalla crisi". Gli indicatori congiunturali, spiega ancora Confindustria, hanno un'intonazione un po' piu' positiva in avvio d'anno. Il Pmi composito in gennaio e' stabile (52,8, da 52,9 in dicembre); nel terziario segnala un lieve consolidamento (52,4, da 52,3); nel manifatturiero, invece, rileva un rallentamento (53,0, da 53,2), originato dalla domanda interna (la componente ordini esteri e' invariata), come confermato, tra l'altro, dalla minore fiducia dei consumatori. Continua a leggere….

Come facevamo quando i cellulari non esistevano?

by Pier Carlo Lava
Alessandria: I cellulari esistono da tempo e ormai ne siamo talmente coinvolti al punto che per molti sono sono diventati come una protesi del proprio corpo, ma forse proprio questo è un motivo per il quale vale la pena di porsi una domanda, “Come facevamo quando i cellulari non esistevano?” Una domanda che a volte mi pongo e alla quale rispondo ricordando un fatto che mi è successo molto tempo fa, correva l’anno 1980, all’epoca operavo come Sales Manager per la società Gazzoni di Bologna.
Nel periodo in questione i cellulari non esistevano ancora, un venerdì sera come al solito lasciavo l’ufficio per ritornare a casa dopo una lunga settimana in trasferta.
Alle 18 del pomeriggio nel mese di novembre in un gelido inverno con una nebbia fittissima (quelle di oggi ne sono solo un pallido ricordo) entravo in autostrada a Borgo Panigale e dopo qualche chilometro mi trovavo quasi improvvisamente davanti una colonna di auto ferme, ma fortunatamente procedevo a velocità ridotta e quindi riuscivo a frenare e mettermi in coda.
Ricordo che dietro di me era arrivata un autoambulanza che stava rientrando dalla zona del terremoto dell’Irpinia, un evento sismico di circa 6,9 Richter e del X grado della scala Mercalli, che il 23 novembre 1980 alle 19.34 aveva colpito la Campania e la Basilicata, provocando circa 280.000 sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti.
Dopo un po la colonna si muoveva ma fatti pochi metri si fermava e così con fermate e ripartenze si continuava per sei lunghe ore, nelle quali non era possibile telefonare, dato che nel tratto in questione non c’erano Autogril, il tempo per pensare, prendere appunti e leggere documenti di lavoro non mancava, c’era persino chi tra una lunga fermata e l’altra scendeva dall’auto (anche se buio, nebbia e gelo non erano certo invitanti) e faceva quattro passi per sgranchirsi le gambe. Finalmente a mezzanotte arrivavo al casello di Modena Nord, dove c’era un’uscita obbligata e il casellante ci informava che l’autostrada era chiusa per incidenti sino a Piacenza.